Breve Storia del LUPo

Cronistoria

L’edificio della ex Palestra Lupo nasce, presumibilmente negli anni ’60, come stazione per le corriere ma successivamente viene convertita in palestra di scherma. In questa funzione ha vissuto momenti di gloria legati allo sviluppo di questo Sport ed ai successi che la compagine Catanese riscuoteva.

Esauritasi questa fase, la palestra cade in stato di abbandono e diviene rifugio di senzatetto e tossicodipendenti, accumulando al suo interno rifiuti di ogni genere.

Nell’ultimo decennio la Municipalità accarezza l’idea di abbatterla e nel 2007 si rende garante del progetto che prevede la demolizione dell’edificio e la realizzazione di un parcheggio, così finanziato alla Virlinzi SPA.

Nel 2011, senza una precisa finalità, la Palestra viene più volta sgomberata dalla Polizia poiché occupata da senzatetto.

Nel 2012 il movimento catanese GAR, assolvendo alla sua meritoria mission, chiede al Comune di Catania le chiavi della Palestra Lupo. La palestra viene ripulita dalla Multiservizi SPA con l’intenzione di renderla fruibile ai Cittadini.

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Nella primavera 2014 le associazioni Mangiacarte e Lomax, da un decennio attive sul territorio della città con interventi sociali e culturali, decidono di chiudere le rispettive sedi e di avviare le pratiche per una concessione gratuita e temporanea di un Bene Comune da parte del Comune, con l’intenzione di creare uno spazio pubblico e condiviso con altri soggetti, dedito ad attività sociali, culturali ed artistiche. Nell’ottobre 2014, sotto segnalazione dell’Amministrazione, i membri delle due associazioni, insieme ad alcuni cittadini interessati al progetto, si mettono in contatto con il GAR.

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Tra ottobre e dicembre si uniscono al progetto avviato dalle tre realtà anche altri gruppi e altre persone e si da inizio alle attività di pulizia e di ripristino della struttura, con l’auspicio di restituire l’edificio alla città. I lavori sono svolti in chiave ecosostenibile, riutilizzando e reperendo attraverso donazioni della cittadinanza e dalle associazioni quanti più materiali possibile.

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Il 13 dicembre 2014 si apre lo spazio alla città attraverso un’assemblea pubblica e partecipata, allargando di fatto la rete di associazioni e individui che prende in cura l’ex palestra. Il progetto prende il nome Laboratorio Urbano Popolare – Palestra LUPo. I partecipanti si suddividono in gruppi di lavoro con finalità specifiche: cura e manutenzione, rapporti con le istituzioni,comunicazione. Un gruppo di lavoro allargato elabora dal basso un codice etico e un regolamento del LUPo.

 

 

Una palestra abbandonata diventa così un Luogo in cui associazioni, artisti, professionisti e liberi cittadini possono riunirsi per inventare un sistema di gestione condivisa, partecipata e sostenibile, che possa arricchire la città con corsi ed attività culturali, incontri ed eventi, spazi laboratoriali, aule studio, sale prove ed uffici in condivisione. Un esperimento di costruzione dal basso di uno spazio per la promozione e produzione di arte e cultura che sia per la città un’esperienza pilota nel riutilizzo degli spazi pubblici in stato di abbandono.

 

Fin dall’inizio il Collettivo ha aperto un dialogo con l’amministrazione Comunale, in particolar modo con l’Assessorato al Patrimonio delegato alla gestione dei Beni Pubblici, affinché si rendano insieme agibili i locali e si affidi la gestione del luogo. Tale dialogo è tutt’ora in corso e vede incontri periodici con l’Assessore al fine di superare gli ostacoli sia politici che tecnico-amministrativi.